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  • Redazione AsiaIncoprorate

Come investire Bitcoin all' estero

La risposta fornita dall’Agenzia delle Entrate sul tema criptovalute ha il pregio di fornire la posizione dell’amministrazione finanziaria su un tema operativo nuovo, in vista dell’imminente stagione dichiarativa. Allo stesso tempo, restano ancora aree grigie che il documento non chiarisce. L’Agenzia precisa che la detenzione di valute virtuali va monitorata nel quadro RW, sul presupposto, mutuato dalla risoluzione n. 72/E/2016, che le stesse siano assimilabili sotto il profilo fiscale a valute estere.Le valute estere ai sensi della circolare n. 38/E/2013 sono attività finanziarie estere e dunque vanno monitorate se detenute al di fuori del circuito degli intermediari residenti.L’equiparazione a valute estere, infatti, mal si concilia con l’inquadramento delle critpovalute che si sta delineando in altri contesti giuridici: si pensi alla recente risoluzione legislativa che ha modificato la Direttiva antiriciclaggio, ma anche – rimanendo sul piano fiscale - alle problematiche dei soggetti Ires che iscrivono criptovalute in bilancio, per i quali non si può prescindere della qualificazione contabile.Fortunatamente a Singapore le criptovalute non sono definite assets ne valute estere ne tantomeno sono suggete ad alcun tipo di dichiarazione. Pertanto detenerli in cold wallets presso cassette di sicurezza a Singapore o convertirli in dollari o altra valuta FIAT e depositarli in conti bancari a Singapore non provoca alcuna segnalazione nè tantomeno alcun obbligo da parte del depositante e cliente della banca in quanto lo stato di Singapore non potrebbe in alcun modo condividere informazioni di natura finanziaria con il paese di residenza del cliente in quanto in termini legali e finanziari i due paesi trattano in forma completamente opposta le cripto valute.

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